IL POLO DEL ‘900 HA SCELTO EASYREADING

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Il Polo del ‘900, il centro culturale che ha sede presso i Quartieri Militari Juvarriani di Torino (Palazzo San Celso e Palazzo San Daniele), un luogo in cui i contenuti culturali non sono vissuti in logica di conservazione ma vengono valorizzati attraverso la pratica dell’accessibilità si è rifatto il look, si è aperto alla sperimentazione di soluzioni accessibili, e ha scelto il font dyslexia free EasyReading sia per la versione ad alta accessibilità del sito, sia per le comunicazioni cartacee che ne promuovono l’attività.

Il centro, aperto alla cittadinanza e rivolto soprattutto alle nuove generazioni e ai nuovi cittadini, si occupa di temi legati all’attualità facendo tesoro delle esperienze e delle competenze dei diversi istituti che stanno lavorando al progetto, depositari di fonti documentarie significative, impegnati nella ricerca e nell’animazione intorno al Novecento e alle contemporaneità.

Entusiasta il designer Federico Alfonsetti: «Una bella notizia, un passo avanti importante soprattutto perché mai come nell’ultimo periodo la realtà culturale torinese, legata al mondo dell’informazione, al sociale, allo spettacolo ha scoperto EasyReading e ha deciso di adottarlo. Basti pensare al Teatro Regio di Torino, alla Reggia di Venaria, a Casa Oz. Eravamo sul mercato da tempo e la rete di diffusione all’estero e nel resto dell’Italia funzionava benissimo ma qui a Torino faticavamo a far capire l’importanza e la bellezza del nostro font, di un progetto che seppur commerciale nasceva con qualcosa di più radicato e forte nel suo dna. Vuole essere utile e fare del bene. In quanti oggi riescono a porsi questi obiettivi? Finalmente anche la realtà in cui viviamo ha scoperto il reale valore dell’alta leggibilità, orientandosi verso una comunicazione visiva e accessibile a tutti».

Uno dei componenti del team del Polo del ‘900 ha problemi di dislessia e così in fase di progettazione del nuovo sito ci ha segnalato la possibilità di scegliere EasyReading. Abbiamo incontrato il direttore, Alessandro Bollo, per scoprire qualcosa in più.

Alessandro, cosa accade all’interno del Polo del ‘900?

«È un centro culturale polifunzionale in cui accadono cose diverse, un luogo che offre dei servizi, in forma integrata, che non troveresti altrove. Un museo, uno spazio espositivo, 19 enti, istituzioni culturali che sono nostri ospiti, che operano e realizzano progetti, 9 km di archivi, di libri. Uno spazio ad uso della cittadinanza, aperto 365 giorni all’anno, dalle 9.00 del mattino alle 21.00, completamente gratuito e pensato per dare ai cittadini la possibilità di leggere, di studiare, di approfondire temi del ‘900 legati all’oggi. Si parla di lavoro, di Europa, di emancipazione, di migrazioni. Uno spazio che mancava, un unicum a livello nazionale e del quale troviamo degli esempi simili solo in Europa».

È in carica da un anno. Stiliamo un bilancio?

«Sono in carica da maggio del 2017, il primo anno di apertura non c’era un direttore, abbiamo dovuto attendere il riconoscimento giuridico per procedere. Ho costruito un gruppo di lavoro, siamo in 15 ora e sarò in carica per tre anni con la possibilità di prolungare la nomina di altri tre anni, poi stop, poi si deve cambiare. Il bilancio non può che essere positivo, abbiamo fatto tantissime cose se considerate che partivamo da 0, da una struttura che non c’era, come non c’era neppure un dipendente. Ora c’è un gruppo di lavoro, giovane, con una media d’età di 30/40 anni che oltre alla passione ha una forte competenza. Parliamo di marketing, di audience da raggiungere, di integrazione da attuare dal punto di vista dei patrimoni che nel tempo si sono fatti digitali. Abbiamo dato via a 9centRo, la piattaforma che raccoglie il patrimonio culturale degli enti partner del Polo del ‘900».

Di cosa si tratta?

«Di uno strumento, nato per avvicinare, interessare e attivare pubblici diversi, favorendo l’accessibilità ai beni culturali, le attività di ricerca e divulgazione del patrimonio e la produzione di cultura. Un’opportunità per documentarsi offerta agli studiosi e ai cittadini che amano la Storia. Parliamo di oltre 100 mila contenuti e di un lavoro pazzesco, durato circa due anni, fatto dagli istituti coinvolti per omogeneizzare il sistema informatico. Si sono messi in gioco anche loro, gli istituti, facendo una progettazione culturale, coinvolgendo le scuole. In un anno abbiamo avuto 60.000 presenze, delle quali 12.000 erano ragazzi arrivati dalle scuole elementari, medie e superiori. Un bacino per noi molto importante e sul quale stiamo concentrando gran parte dei nostri sforzi… in fondo il futuro non sono quei ragazzi? È li che inizia l’educazione civica».

La crescita civica e culturale della cittadinanza come si promuove?

«È la sfida numero uno che ha portato proprio alla creazione di uno spazio come il nostro. Nelle nuove generazioni occorre “abilitare” dei contesti di crescita attiva e consapevole, spazi in cui alla cittadinanza sono dati gli strumenti necessari per leggere anche la scena politica del paese di oggi. La gente deve abituarsi alla complessità, non può ne deve fermarsi alle prime impressioni, i ragazzi, i nativi digitali devono imparare a verificare le fonti e ci sono dei laboratori all’interno del nostro Polo in cui ai giovani è spiegato come muoversi in rete senza correre dei rischi, senza cadere in stupidi tranelli. Si affrontano concetti come la tolleranza e la diversità, la base del vivere civile, sviluppando e lavorando sulla memoria e ricordando a coloro che lo dimenticano con troppa facilità che la società e i diritti che ci vengono riconosciuti oggi sono stati il frutto delle scelte e dei sacrifici di qualcuno che è venuto prima di noi».

Come avete scoperto EasyReading e scelto di utilizzarlo per tutta la vostra comunicazione?

«Eravamo alla ricerca di dispositivi che garantissero la massima accessibilità ai nostri contenuti, a quello che avevamo da dire in pratica, ecco perché tanta attenzione al tema dell’inclusione. Intenti che non devono essere solo dichiarati ma soprattutto devono essere percepiti nel concreto e realizzati con i giusti strumenti. Abbiamo scoperto il lavoro di ricerca fatto intorno a EasyReading, un lavoro che ne attestava nel profondo la sua utilità e dopo aver visto la resa grafica ci siamo convinti che quello sarebbe stato il nostro font. Lo considero un vero e proprio arricchimento. In passato abbiamo lavoro alla progettazioni di contenuti per categorie speciali di persone ma mai come in questo caso ci siamo accorti che da una nostra scelta, legata alla comunicazione, alla visibilità dei caratteri, alla segnaletica stessa, ne avrebbero tratto beneficio tutti non solo chi è dislessico».

Progetti per il futuro.

«Alcuni non li percepite, altri sono ben visibili. Vogliamo realizzare nel giro di un anno un bookshop, attrezzare il cortile interno per le proiezioni cinematografiche, completare il lavoro sulle facciate dei due Palazzi coinvolti, per trasformare in pedonale la pizza e rendere ancora più visibile il Polo del ‘900 anche a chi si trova semplicemente a passare davanti. Lavorare sui muri della nostra struttura è un grande obiettivo. Poi vogliamo lanciare un magazine che rafforzi il sito, la piattaforma digitale degli archivi e perché no, portare nel Polo dei nuovi istituti, rafforzare i talk didattici».

Come fa un istituzione, un ente ad entrare a far parte del vostro circuito?

«Sin dal principio sono entrate 19 istituzioni ma la fondazione nasce per essere inclusiva e stiamo definendo un regolamento che verrà presentato dopo l’estate per fare in modo che nuove realtà possano entrare a far parte del Polo del ‘900, verrà dato spazio sia a coloro che vorranno essere fisicamente residenti nella nostra struttura, sia a chi vuole solo legarsi a noi senza spostare la sua sede operativa. Verranno in linea con queste intenzioni diramati anche i criteri e le logiche di contribuzione».

Quanto credete nel digitale?

«Tantissimo. Il rinnovamento del sito ha portato ad un investimento importante in tale direzione. Sito che è stato radicalmente ripensato dopo due anni anche e soprattutto grazie alla Betwyll che coordinale le nostre strategie e ogni soluzione tecnologica che andremo a fare. I social? Sono molto importanti, soprattutto facebook e instragram, se vogliamo parlare ai giovani ma lavoreremo maggiormente anche con youtube. Rendono accessibili i contenuti al mondo intero. Cosa chiedere di più?».

Federico Alfonsetti, designer EasyReading
Alessandro Bollo, direttore del Polo del ‘900